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ago 23, 2017
Categoria: Tutti in Campo
Inserito da: giovanni
mar 17, 2016
Categoria: Recensioni
Inserito da: giovanni

Recensione della cinquantesima ed ultima puntata di “Attraverso lo Specchio”, trittico “Speciale Bielorussia”, un completamento

a cura di Antonio De Honestis

 

Sansone & co. si congedano dal loro pubblico con quest’ultima puntata di “Attraverso lo Specchio”, andata in onda ieri sera su Lazio TV, sulle note malinconiche del capolavoro della musica italiana “Volare”, una serata che ha visto gli amati ospiti dalla Bielorussia emozionati cantare le nostre canzoni, per un dialogo tra le nostre culture che abbatte ogni muro, la testimonianza di un’integrazione possibile che passa “Attraverso lo Specchio”.

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giu 24, 2005

Marat-Sade


MARAT, UNA GIORNATA PARTICOLARE

Successo al Valle per "Il teatro sotto elettroshock", lo spettacolo di Dario D'Ambrosi con i ragazzi del gruppo "Cavallo Bianco"

Fonte: LA REPUBBLICA, martedì 24 giugno 1997

Categoria: Rassegna Stampa
Inserito da: giovanni

Cominciamo dalla fine, dal pubblico che non se ne va, resta fuori del teatro Valle a chiacchierare come se si trovasse in una piazza.
Cominciamo dagli applausi che sono stati lunghi, interminabili con i venti "attori" di IL TEATRO SOTTO ELETTROSHOCK ATTRAVERSO FRAMMENTI DEL MARAT-SADE che tornano ad affacciarsi in proscenio in una linea instabile, commossa, quasi incredula.
Carlotta Corday dopo aver pugnalato un occhialuto Marat nella vasca da bagno al centro della scena, avanza stringendo la mano all'uomo "ucciso" in scena, ridendo con l'aria di chi ha appena fatto uno scherzo, siamo amici, non era vero niente.
Stefano, uno dei ragazzi cerebrolesi dell'associazione del Cavallo Bianco che ha doti di improvvisatore a braccio, regala un corollario di poesie improvvisate.
Si firma, concludendo i versi di ringraziamento per Giovanna Marinelli e l'Eti che hanno messo a disposizione il Valle e reso possibile la serata respinta dai piani festivalieri dell'Estate Romana, "ecco a voi il clown Preferito", e dice "Oh grazie: la svolta poesia". A D'Ambrosi sempre in movimento sulla scena come una presenza kantoriana dedicato l'incipit "Oh Dario, oh Dario" - e la conclusione "ecco il dolor che calma".
Palchi e platea erano gremiti per questo evento irripetibile andato in scena al termine di un mese intenso di prove laboratoriali nella sede del Teatro Patologico. Del "Marat-Sade" di Peter Weiss sono rimasti dei frammenti messi in musica boccheggiante dal complesso "Frangar non flectar" e cantati, scanditi aritmicamente da un Parlamento inizialmente nascosto dietro maschere bianche lievemente porcine. Sullo sfondo un Cristo in croce dal corpo pieno di tatuaggi, e sparsi per il palcoscenico simile ad una pedana un po' lunare con salumi appesi a ganci di macelleria le figure di una strana Sacra Rappresentazione: un presepio profano raccolto intorno alla culla di Marat immerso in un bagno di sangue e pungolato da un mefistofelico De Sade "en travesti" con accenno di pasoliniano ragazzo di vita, Paolo D'Agostini.
Teatralmente Fura Del Baus e la Raffaello Sanzio non erano lontani.
Nel ruolo del Banditore di Peter Weiss, un piccolino in giacca e cravatta, Fortunato, ha letto la moralità conclusiva "la rivoluzione morta, viva la rivoluzione" raccontando il diario delle sue giornate di "diverso" per una sera, il tempo di uno spettacolo o di un valzer lento ballato sulla scena da vittime e carnefici simile agli altri. Poi sono cominciati gli applausi.

NICO GARRONE
LA REPUBBLICA, martedì 24 giugno 1997, Spettacoli Roma