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ago 23, 2017
Categoria: Tutti in Campo
Inserito da: giovanni
mar 17, 2016
Categoria: Recensioni
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Recensione della cinquantesima ed ultima puntata di “Attraverso lo Specchio”, trittico “Speciale Bielorussia”, un completamento

a cura di Antonio De Honestis

 

Sansone & co. si congedano dal loro pubblico con quest’ultima puntata di “Attraverso lo Specchio”, andata in onda ieri sera su Lazio TV, sulle note malinconiche del capolavoro della musica italiana “Volare”, una serata che ha visto gli amati ospiti dalla Bielorussia emozionati cantare le nostre canzoni, per un dialogo tra le nostre culture che abbatte ogni muro, la testimonianza di un’integrazione possibile che passa “Attraverso lo Specchio”.

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nov 26, 2009

LE NOSTRE RECENSIONI CINEMATOGRAFICHE Consigli e dissuasioni psicologiche sui film da vedere e da non vedere al cinema - 54


FOSFORILLASI di Giovanni Sansone la recensione di Franco Maresca

Categoria: L'associazione
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FOSFORILLASI di Giovanni Sansone

Roma - Nuovo Cinema Aquila 24 novembre 2009 Ore 20.30

Dalle macerie dell'impero Russo, che dopo il crollo del muro e del Comunismo non ha trovato altra via d'uscita alla disperazione, se non quella di lasciarsi suadere da miti di cartapesta e farsi incantare da fatiscenti castelli di sabbia, viene portato in luce uno degli infiniti segmenti possibili di un universo ancora vivo e pulsante, ad Est delle terre che abitiamo, ma che sono comunque umana geografia comune, per fratellanza e cultura

Chernobyl (Ucraina), Bielorussia. Percorsi cominciati allora, in quel nefasto 1986 che venne scosso violentemente dalla esplosione dei reattori di una tristemente nota centrale nucleare e che hanno visto coloro che li hanno camminati inoltrarsi per le vie più disparate, dove ancora oggi si muovono esseri umani in cerca di una nuova identità e di un risarcimento a più riprese silenziosamente preteso ed in molteplici maniere sempre negato.

Giovanni Sansone e la sua troupe di operatori (perlopiù indigeni della Russia Bianca) della Cooperativa Matrioska, un gruppo di lavoratori socialmente integrati, puntano i riflettori sulla LORO storia, su un cammino condiviso assieme da oltre un ventennio e che ha le sue origini nello sperduto paesino di Begoml, appunto nella Repubblica Bielorussa, in un internato per oligofrenici che accoglieva allora piccole creature tenere ed indifese, che in breve avrebbero smesso di esser tali e che la storia avrebbe consegnato ad una serena e raccapricciante indifferenza, ovvero l'abbandono ad un futuro di tipo manicomiale, ma che invece hanno trovato riparo nellambito di un itinerario di integrazione e recupero, ovvero una idea meravigliosa e ad hoc, un protocollo d'intesa trattato direttamente con le istituzioni governative Bielorusse e chiamato Progetto Pinocchio, che prende spunto principalmente dalle idee di Franco Basaglia, il noto psichiatra Italiano autore della mai completamente realizzata Legge 180.

Gran parte della pellicola lascia che alcuni di questi eroici ragazzi, che hanno oramai abbandonato le loro spoglie bambine per trasmigrare in quelle di giovani divenuti a forza adulti, ci raccontino tanto il loro presente quanto il passato. E' il futuro un mistero di speranza ed incognite tutto da costruire ed immaginare.

Hanno resistito alle avversitàà della vita, alle mancate promesse, hanno dovuto forzatamente nuotare annaspando tra i deragliamenti affettivi di chi ha pensato di potersi appropriare del loro amore credendo che per far questo bastassero cicliche incursioni nello loro vita da poter eventualmente certificare poi con atti burocratici, ed altri ai quali ne è addirittura poi mancata la voglia oppure il coraggio e li hanno restituiti come si fa con i pacchi dall'indirizzo errato rimandati al mittente.
Ora (l'oggi) assomigliano persino ad alcuni dei tanti stranieri diversi che popolano le nostre città Italiane e tanto ci fanno paura, e dai quali siamo addirittura persuasi di doverci difendere.
Ma i loro sogni, le loro frustrazioni ed aspettative sono le stesse che accompagnano i nostri giorni.. lo stesso non possiamo dire della porzione di mondo che si sono trovati costretti ad abitare e nemmeno delle forze e possibilità avute in dono da una madre natura forse distratta, forse incomprensibilmente superiore, forse semplicemente cieca come la pallina che corre sul tavolo della roulette.

...e sullo sfondo appare di tanto in tanto un tappeto verde con mani abili e senza un volto, che alludono magari ad un giro di buona e ad un recupero, ad una (ri) vincita ancora al di là dal materializzarsi concretamente, un azzardo con il quale si possa tentare di sfidare anche i venti contrari...forse si può truccare la vita con un mazzo di carte e beffare la malasorte perchè non provare.

Le dita sporche ed oramai callose contano i rubli, frutto avaro del lavoro di questi protagonisti loro malgrado, la fatica quotidiana gli restituisce sicurezze ed una piccola parcella di dignità perduta, che li rende di nuovo persone a dispetto degli anonimi numeri nei quali li si voleva relegare e confinare ma la restituzione di ciò che gli è stato sottratto o negato, l'eliminazione del danno sono in parte ancora una agognata chimera.

Il problema ora, ed è in parte una grande fortuna, non è più esser capaci di lavorare bensì averne voglia: noi al posto loro non ci comporteremmo in maniera differente e reclameremmo il diritto ad avere una vita migliore che alzarsi la mattina presto ogni giorno che il Signore manda in terra e tornare a casa stanchi la sera tardi con un pugno di mosche e troppa fatica caricata sulle spalle.

I nostri sogni sono gli stessi loro sogni, identici a quelli di questi figli senza nemmeno un dio minore.

Facevo tutto quello che il mio maestro al lavoro mi diceva...lui diceva ed io lo facevo!... dice uno di loro a proposito del proprio mestiere...in questo modo di essere ed affrontare le cose invece nessuna somiglianza li accomuna alla maggior parte di noi occidentali..

Quelle che scorrono dinanzi ai nostri occhi, che si insinuano nelle nostre orecchie, sono storie che vengono da un altro pianeta, quelle di alieni nati sulla terra resuscitati a nuova vita, di ragazzi che hanno dovuto apprendere come si segue il destino, come si fiuta la buona speranza tra gli olezzi fetidi della tristezza e del male.

..Catia, Tamara, Olga.Denise, Sergej, Dimitri...Sasha ancora un Sasha e tanti altri
...L'incontro con Valeri, il vecchio Direttore e maestro di quando erano morbidi pulcini da accarezzare...passano affiancati sullo schermo passato e presente

Due di loro, Ivan e Misha, che hanno trovato protezione e affetto in Italia (e proprio a casa del regista.) ci accompagnano lungo la strada, a tratti proprio come Virgilio con Dante...l'inferno però non ha tinte rosso fuoco, nulla brucia ma tutto penetra e scava dentro. E' difficile rimanere insensibili di fronte a quegli occhi che ci osservano, al susseguirsi di parole e racconti

...Ma non solo ascoltarli che ci tocca e ci commuove...e non è neanche soltanto (!!...) una questione di vite e gioie negate
...una forza divina commista ad una potenza tutta umana è quella che travalica i confini dello schermo e si diffonde come un manto tra coloro che sono in platea
Queste persone sono molto più che nomi e cognomi, semmai rappresentano l'essenza della vita stessa e del cuore sono il nocciolo prezioso, di tanto girovagare che fa la nostra anima forse quel che ne dobbiamo ancora conoscere risiede in loro molto più che in noi, la vita non li fiacca, nessuno lascia ancora cadere l'allegria tra i ricordi ed una lezione di vita per tutti questa, un esempio da ammirare. come da comprendere
Narrazioni di un candore ed una purezza assassina si scagliano con un impressionante nitore sulla grigia miseria e la sfortuna

Parole dissonanze percorsi.
Domande risposte...curiosità inedite ed immediate, (forse) folgoranti ed urgenti comunicazioni...contaminazioni

Fosforillasi (la fosforilazione una reazione intermedia della fermentazione alcolica ed il titolo vuole alludere ad una situazione temporanea, ad una zona di passaggio dove le cose, ed in questo caso le persone, non sono più ciò che erano ma non sono ancora nemmeno quello che saranno....) una terra di mezzo tra racconto, cronistoria e documento, sospeso anche tra la fantasia ed il futuro di uno sparuto gruppo di ragazzi sui quali sono passate anni addietro nuvole malvagie che hanno reso latte e verdura, acqua e cibo maledetti per sempre... e con essi in parte anche la vita stessa

Un montaggio di grande dedizione e cura, a fronte di una titanica mole di materiale girato ci restituisce una sintesi completissima e calibrata.
(per ampie parti il film è stato anche ripreso, montato, disegnato ed immaginato da alcuni degli stessi protagonisti che compaiono nel film)
Per qualche zolletta di zucchero che viene elargita, tante pillole di terribile amarezza ci vengono risparmiate: il quadro generale rispecchia la realtà o quantomeno una sua porzione importante e decisiva.

Una magnifica ossessione fatta di carne viva e quotidiana cede amichevolmente all'invito del tempo e matura il suo frutto in veste di cinema, Giovanni Sansone puntella in immagini che potranno riprodursi all'infinito un pezzo della sua vita più recente, talmente denso e rilevante da essersi fuso addirittura assieme alla sua famiglia e lo fa divenire territorio calpestabile per tutti. Possiamo addentrarci anche noi in questa landa di sorprese e difficoltà che sono la vita di questi ragazzi.

La capacità di manipolazione dell'assemblaggio di documenti, immagini e storie permette a questi di divenire a tratti anche arte visiva, poesia... la vita si fa cinema.o forse esattamente il contrarioo tutti e due più verosimilmente
una sorta di rapporto talvolta immaginifico che ci relaziona di accadimenti succedutisi negli anni, un brivido dovuto a tanta briosa sofferenza scuote il nostro derma.

Ogni tanto si spinge un pochino troppo forte sull'acceleratore della colorazione digitale, ma sono dettagli e la grandezza dello schermo cinematografico confeziona comunque un mosaico di incertezze molto ben disposto, sufficientemente preciso e lineare, tra dignità ed alterne fortune ...non può purtroppo eliminarla però, la sfortuna.

L'arte cede molto lo spazio all'urgenza del racconto ed alla doverosa necessità di illustrare il quadro d'insieme anche a chi ne è completamente digiuno e nulla conosce della realtà di questi orfani sociali, dei quali anche Andrea Camilleri (uno dei personaggi famosi assieme a Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo tra gli altri, che in mezzo alle onde di questo fiume in piena si sono gioiosamente arrischiati) in breve comprende facilmente la specificità tremenda, e cioè quella di un disagio addirittura superiore a quello di coloro ai quali la certezza della morte, anzichè lesclusione da una famiglia (un diniego tremendo spesso dettato da alcool e disgrazie) ha negato la possibilità di poter pronunciare vocaboli felici e quotidiani come mamma e papà.

Dentro Fosforillasi ci sono numerosi, piccoli infinitesimali omaggi, invisibili ad occhio nudo ma che luccicano sottopelle e pure minuscole lancinanti grida di dolore mascherate da informazione o racconto che mai riesce, quest'ultimo, ad avere la libertà di divenire asettico oppure impersonale., fortuna nostra e della pellicola.
Tutto ostico e penetrante, incide, gratta zolle di terra e le rimuove. elabora, riflette si abbandona.

Sotto la sabbia ci stanno invece i corpi che lasciano affiorare due teste soltanto, due scemi con intorno imbecilli interi...poi dalle viscere fangose si riemerge, liberi come pesci a nuotare in acqua.

Buio, cavità, meandri scuri e nebbie...Mani e braccia attaccate a corpi statici distesi in terra agitano un mare di plastica trasparente...voci, echi di percorsi teatrali compiuti e non più in divenire, masticati, rimasticati...assimilati metabolizzati.
E la pesantezza della vita cammina a braccetto con la leggerezza dei disegni (anche animati)
Il sottofondo musicale dei fidi Fonderia sottolinea la disgregazione di società antiche sotterrate anche da brilluccicanti vetrine ma soprattutto sparge il fluido magico del suono e dell'atmosfera sulle giovani sofferenze...soffia note avvolgenti che vorrebbero preludere a nuove ed infinite (ri) nascite

Tra questi volti segnati dalla vita un sorriso non nasconde dietro niente se non un altro sorriso
...ed allora, se questo esiste ancora, diventa possibile credere anche ai miracoli.

Forse il cammino leggermente troppo lungo ed estenuante, ma sarebbe stato difficile essere altrettanto esaustivi verso ogni spettatore nel riassumere una storia infinita e sforbiciando la pellicola più di questo, riuscendo a trovare addirittura anche un piccolo anfratto per lanciare l'allarme sul rischio che corrono realtà conquistate a fatica anche in Italia come le Cooperative Sociali integrate e che i nuovi venti di competizione ed arrivismo di questo nostro mondo bieco e cieco hanno ricominciato a soffiare.

Un lavoro davvero molto bello e ben orchestrato, toccante, che meriterebbe una ben più larga diffusione, cantore di alcune peculiarità che si annidano dentro una realtà più grande e conosciutissima, ma in qualche modo anch'essa oramai relegata troppo presto nel libro dei ricordi, proprio quando più pressante si farebbe la richiesta di aiuto.

Ci fosse uno straccio di filantropo con denari da spendere o di distributore che potesse rendere la giusta visibilità a quest'opera, i pensieri e le immagini che la affollano avrebbero la possibilità di circolare liberi, sfondare porte, scuotere coscienze e cuori, donare attimi di riflessione (anche) inaspettata e salvifica, che potrebbero solo esser benedetti.

Fosforillasi metabolizza storie e persone, dentro un larghissimo contenitore, mescola gli ingredienti di alcune vite e della vita, non ha paura di eccedere, anzi forse patisce il timore opposto, e si aggiudica la partita giusto sull'orlo del precipizio dove abitano la sovrabbondanza o l'impetuosità del racconto. Perchè l'arte soltanto sa vincere certe sfide, solo la letteratura o il cinema possono abitare la vita in parallelo e rimanerle vicini seppur virtuali...e stavolta proprio di cinema si tratta, quando questo funge da crogiuolo dove fondere assieme tutte le essenze, i significati ed i sentimenti che fanno dell'esistere un qualcosa che, comunque vada, niente di meno che affascinante, stupefacente, di sempre meraviglioso, reattivo e vitale

FRANCO 25 NOVEMBRE 2009

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